Una
didattica
che si rifà al meccanismo evolutivo dell'Uomo
Il fare come metodo e didattico per lo sviluppo ed il mantenimento
delle capacità cognitive si rifà all'antichità.
L’apprendimento
umano viene identificato con l’acquisizione di comportamenti, abilità e
conoscenze.
Mattew
P.Murgio, rileva che l’apprendimento si ottiene attraverso la vista
nella
misura dell’83%, attraverso l’udito nella misura del 10% e per il resto
vengono
utilizzati gli altri sensi. Nella sua indagine svolta nel 1969 in Communication graphics,
egli riferisce che un soggetto ricevente ricorda in media
il 10% di ciò che legge, il 20% di ciò che ascolta, il 30% di ciò che
vede e il
40% di ciò che vede ed ascolta contemporaneamente.
I
cambiamenti relativi all’apprendimento si ottengono con l’esperienza,
perciò il
pensiero dell’individuo nasce da quest’ultima, come ribadisce il
filosofo
pedagogista John Dewey; Jack
Mezirow
espone nelle sue teorie l’apprendimento
trasformativo, ovvero la possibilità di aumentare il
valore ed il
significato dell’esperienza continuando
ad accrescere la conoscenza durante il percorso della vita. Albert Bandura ha
identificato un altro tipo
di apprendimento, quello che è stato definito apprendimento sociale e
“modeling”, basato sull’osservazione e sul comportamento.
E’
dunque attraverso il “fare” che si ottengono gli apprendimenti, in
maniera più
comprensibile, più semplice e più facile; quindi ogni azione,
corrisponde ad un
apprendimento ed a un’acquisizione e arricchimento personale. Ogni
individuo ha
la possibilità di accrescere il suo potenziale ed è da qui che vogliamo
partire, dall’apprendimento e dalla trasformazione, attraverso una
didattica
mirata a migliorare la qualità della vita di ognuno.
A chi
è
rivolto:
E' rivolto a tutti coloro
che
abbiano difficoltà di relazione, di
armonia e/o che vogliano valorizzare al meglio il proprio potenziale:
-Relazioni
interpersonali
-Disturbi
della
comunicazione
-Rapporto
genitori-figli
-Sostegno
ai
familiari con
figli in situazione di Handicap
-Gruppo
di
mutuo-aiuto (gruppi
di sostegno)
-Immagine
sociale
di sè
-Difficoltà
di
inserimento lavorativo
-gestione
del
tempo e di se stessi in relazione con il mondo